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Attiva dal 1985

Sezione Meteore

A cura di Luigi D’Argliano

Quarant’anni di osservazioni visuali

La Sezione Meteore del GAV è attiva dal 1985, anno in cui gli osservatori appartenenti al nostro Gruppo hanno incominciato ad inviare i loro rapporti di osservazioni visuali alla Sezione Meteore dell’Unione Astrofili Italiani. Da allora, soprattutto in occasione dell’attività degli sciami maggiori di meteore, si effettuano campagne di osservazione.

Gli sciami più osservati in venti anni di attività sono quelli di Geminidi e Perseidi ma negli ultimi anni anche quello delle Leonidi. Un riepilogo dell’attività svolta si può leggere aprendo il file riepilogo osservazioni.

L’archivio delle osservazioni è disponibile in piccoli file formato .txt che riproducono la scheda tipo della UAI. Rientrano nelle osservazioni anche quelle occasionali di bolidi, meteore più luminose della magnitudine −4, per i quali sono richiesti dati più dettagliati, in particolare sulla traiettoria, perché potrebbero verificarsi cadute di meteoriti. L’archivio di questi occupa una sezione a parte.

Testo storico a cura di Luigi D’Argliano · ultimo aggiornamento originale 13 gennaio 2014.

Guida osservativa originale

Come osservare le meteore

Osservare le meteore è molto semplice: basta avere molta pazienza e rispettare gli standard UAI.

  1. Osservare con un cielo buio, con magnitudine limite almeno +5,5, lontano da fonti luminose, specialmente lampade al sodio.
  2. Scegliere un campo visivo il più sgombro possibile. Nel caso vi siano ostacoli visivi naturali — nubi, creste di monti, alberi — o artificiali, è necessario riportare sulla scheda la percentuale di cielo coperto.
  3. Osservare per almeno un’ora fissando un punto della volta celeste almeno a 20–30° dal radiante dello sciame, posto in una posizione visiva comoda; ad un’altezza di circa 45° si osserva bene seduti su una sedia a sdraio o con schienale reclinabile.
  4. Rilevare la traiettoria di ogni singola traccia meteorica su carta celeste, a meno che non si sia già in grado di associarla ad uno sciame; indicare un numero progressivo e almeno la magnitudine. Indicazioni accessorie sono il colore e la velocità in gradi al secondo.
  5. Stimare il tempo morto necessario per registrare le tracce delle meteore.
  6. Non effettuare osservazioni di gruppo ma singole: ciascun osservatore esegue una propria osservazione rilevando le meteore che solo lui riesce a vedere. La percezione visiva varia da individuo a individuo e i tassi orari vengono calcolati sulla base di osservazioni singole. Due o più osservatori possono osservare contemporaneamente, ma ognuno rileva le proprie meteore.

Quando osservare le meteore

Ci sono periodi dell’anno più favorevoli — agosto, novembre e dicembre — perché sono attivi gli sciami principali, ma in genere si possono osservare meteore in qualsiasi notte. Gli sciami sono attivi per periodi più o meno lunghi, ma il numero maggiore di meteore si osserva il giorno del massimo.

Il periodo migliore per l’osservazione delle meteore degli sciami si ha quando il radiante raggiunge la massima altezza sopra l’orizzonte; si può comunque ragionevolmente osservare anche con il radiante alto poche decine di gradi. Per le meteore sporadiche il momento migliore è dopo la mezzanotte, per una combinazione tra il moto di rotazione e quello di rivoluzione della Terra.

Il numero di meteore osservabile in un’ora è variabile. Geminidi e Perseidi possono mostrare 20–40 meteore per ora; durante il massimo delle Leonidi tra il 17 e il 18 novembre 1999 membri del GAV registrarono oltre 1.200 meteore in quattro ore di osservazione; in notti senza attività di sciami principali si possono vedere 3–5 meteore per ora.

Lo ZHR, zenithal hourly rate o Tasso Orario Zenitale, è il numero di meteore di uno sciame visibili in un’ora in condizioni di cielo ideale: radiante allo zenit, magnitudine visuale limite pari a 6,5 e campo visivo sgombro da ostacoli. Il numero effettivo viene corretto per fattori che tengono conto dell’altezza del radiante, delle condizioni di visibilità e del tempo effettivo di osservazione, comprese le pause necessarie per registrare ciascuna meteora.

Osservazioni occasionali

Bolidi: quali dati raccogliere

I bolidi possono cogliere di sorpresa l’osservatore, anche nella luce del crepuscolo, e spesso sono così luminosi da generare ombre.

  1. Ora e minuti dell’osservazione.
  2. Località, completa di coordinate geografiche.
  3. Traiettoria: riportare su una carta celeste i punti di inizio e fine dell’avvistamento e ricavarne Ascensione Retta e Declinazione. Se il cielo è troppo chiaro per avere stelle di riferimento, utilizzare coordinate altazimutali, memorizzando i punti e ricavandoli con una bussola.
  4. Durata del fenomeno in secondi.

Seguono altri dati: magnitudine, colore, forma, dimensioni, scia, rumori e ogni ulteriore particolare osservato. Per i bolidi la stima della magnitudine è difficile, perché non sempre Venere o la Luna sono disponibili come termini di confronto.

Sciame delle Perseidi ripreso da David Vizzoni il 12 agosto 2015
Sciame delle Perseidi ripreso da Monteggiori, Camaiore (LU), da David Vizzoni.

Sciame delle Perseidi

Acquisizione di 270 foto di 19 secondi ogni 20 secondi, a 3200 ISO, f/4 e focale a 18 mm, dalle 3:20 circa alle 4:52 circa del 12 agosto 2015.

Ricerca degli scatti con Perseidi; su questi, sottrazione della media di 10 dark dalle singole immagini e allineamento con DeepSkyStacker. Successiva composizione con Photoshop. Nel ritaglio è mostrata la Perseide più luminosa.

Autore
David Vizzoni
Camera
Nikon D5000
Obiettivo
AF-S DX Nikkor 18–105 mm f/3.5–5.6G ED VR
Luogo
Monteggiori, Camaiore (LU)
Acquisizione
270 × 19 s · intervallo 20 s
Impostazioni
3200 ISO · f/4 · 18 mm

Apri la scheda nell’archivio Astrofoto

Patrimonio storico GAV

Galleria e archivi delle osservazioni

La raccolta comprende fotografie, file, tabelle e relazioni annuali sulle osservazioni effettuate dalla Sezione.

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