Archivio storico GAV
Osservazioni meteore 2001
Rapporto storico delle osservazioni svolte nel 2001.
Documento storico del GAV trasferito dal vecchio sito. · ultimo aggiornamento del documento originale: 28 marzo 2002
Osservazioni 2001Durante il 2001 sono state effettuate diverse
osservazioni soprattutto relativamente agli sciami principali (Perseidi, Leonidi
e Geminidi). Complessivamente non è stata un’annata positiva sia a causa del
chiarore lunare che ha disturbato le osservazioni di agosto, sia a causa delle
avverse condizioni meteorologiche verificatesi a cavallo dei massimi di Leonidi
e Geminidi (rispettivamente in novembre e dicembre.Il presente articolo costituisce una relazione
sull’attività svolta per la cui redazione mi sono avvalso dei dati pubblicati
da Enrico Stomeo sul sito internet della UAI-Sezione Meteore.
1. PERSEIDI
Quello delle Perseidi è il più noto sciame
di meteore sia perché ha il massimo in agosto sia perché costituito da meteore
brillanti; è pertanto facile che anche i non astrofili siano in grado di
assistere a quest’evento spettacolare pubblicizzato anche, in maniera più o
meno esatta, dai mass-media.Dagli anni ’90 la pioggia di meteore
presenta due massimi: il primo è detto nodale e avviene più o meno tra i
giorni 11 e 12 agosto mentre l’altro, quello classico, avviene tra il 12 ed il
13. L’esistenza del picco nodale è da collegarsi probabilmente al passaggio
al perielio della cometa Swift-Tuttle, la progenitrice dello sciame, avvenuto
nel 1992, ed ha mostrato specialmente tra il 1993 ed il 1996 frequenze orarie
corrette (ZHR) superiori a 200. Il picco annuale invece si attesta su frequenze
di 80/100 meteore per ora.Le Perseidi sono meteore veloci e brillanti,
spesso con scie, già visibili a partire dagli ultimi dieci giorni di luglio. Il
radiante, nei giorni dei massimi, si trova tra Cassiopea e Perseo nei pressi
dell’ammasso doppio.
1.1 L’evento del 2001
L’evento 2001 non si presentava sotto le
migliori condizioni d’osservazione a causa della presenza della Luna, il cui
chiarore avrebbe disturbato nelle ore successive alla mezzanotte perciò, tenuto
conto che il crepuscolo astronomico cominciava più o meno intorno alle 22 e che
il radiante a quell’ora sarebbe stato molto basso, si comprende bene che chi
avesse osservato lo avrebbe fatto in condizioni poco buone.Per quanto ci riguarda direttamente, a questo
fatto si aggiunge anche quello dell’inquinamento luminoso e la ricerca di siti
comodi ma con cielo buio. Nei giorni del massimo è stato scartato il sito di
Passo Croce a causa del forte vento e la scelta è ricaduta sul vecchio sito di
Montigiano cui si è aggiunto anche l’altrettanto vecchio sito delle dune in
fondo al Vialone (spiaggia di levante di Viareggio) dove la nuova illuminazione
del vicino viale con lampioni cut-off e l’eliminazione dei lampioni a palla ha
reso le condizioni del cielo simili a quelle di dieci anni fa .Oltre alle mie osservazioni segnalo,
relativamente a soci GAV, quelle di Roberto Beltramini dall’Appennino Tosco
– Emiliano e di Massimo Martini e Bianca Maria Bassetti da Orciano Pisano.Numerose osservazioni sono state effettuate in
tutta Italia da membri dell’UAI e no e recensite sul gruppo di discussione
Meteore in Internet la cui pagina principale si trova all’indirizzo:
http://it.groups.yahoo.com/group/Meteore
.Da una circolare diffusa dall’IMO (International
Meteor Organization) si apprende che a causa delle cattive condizioni di
visibilità non si è potuto apprezzare bene il picco nodale, che deve essersi
verificato nelle ore del mattino del 12 agosto, mentre è stato registrato il
picco annuale dopo la mezzanotte del 13. I dati di osservazioni compiute da
alcune decine di osservatori (non sono inclusi gli italiani) indicano uno ZHR di
circa 5 nel mese di luglio, di poco superiore a 10 tra il 7 ed il 9 agosto,
intorno a 40 tra il 10 e lo 11, fra 40 e 70 la notte successiva fino ad arrivare
intorno a 105 tra il 12 ed il 13.
1.2 Le osservazioni
Le osservazioni dei colleghi italiani sembrano
confermare questa tendenza. Meteore della UAI; in ogni modo consiglio a chiunque
sia interessato di collegarsi agli indirizzi
www.uai.it
e
www.imo.net
dove si potranno acquisire tutte le informazioni utili non solo sulle Perseidi
ma su qualsiasi altro sciame.Per quanto riguarda invece le osservazioni da
parte dei soci GAV oltre a 3 serate effettuate da parte mia sono state
effettuate osservazioni da parte di Roberto Beltramini, Massimo Martini e Bianca
Maria Bassetti.Beltramini ha effettuato un’osservazione
senza trascrivere dati comunque mi ha segnalato una quarantina di tracce di
Perseidi nella notte tra il 12 ed il 13 agosto, tutte molto luminose. Ovviamente
le sue condizioni di osservazione erano pressoché ottime in quanto si trovava
sull’Appennino Tosco-Emiliano.Per quanto riguarda gli altri osservatori
possiamo sintetizzare i dati in tab. 1.La legenda della tabella è la seguente: Obs =
osservatore (DAR=D’Argliano, BAS=Bassetti, MAR=Martini); Loc = località di
osservazione (Mon=Montigiano, Orc=Orciano Pisano, Via=Viareggio); Data (TU) =
tempo di inizio di osservazione in TU espresso in giorno e decimale; Lm =
magnitudine limite media; Dur = durata osservazione (ore e decimali); F =
fattore correttivo per ostacoli (1= cielo libero da ostacoli); Ntot = numero
totale di meteore osservate di cui N Pers = perseidi e N altre = meteore di
altri sciami e sporadiche; ZHR Pers = Tasso Orario Zenitale corretto per le
Perseidi.
Tab. 1
Tab. 2
In tab. 2 sono invece riportati, relativamente alle mie osservazioni, i dati
relativi alle meteore da me osservate appartenenti ad altri sciami (N altre di
tab.1). Aql= aquilidi; Cas= cassiopeidi;gDel=
gamma delfinidi; kCyg=
kappa cygnidi; bTri=
beta triangulidi; Spor = sporadiche.
2. LEONIDI
Sulle Leonidi si è scritto molto nei
bollettini precedenti. Si tratta di uno sciame originato dalla cometa
Tempel-Tuttle il cui periodo è di circa 33 anni e che da origine a spettacolari
piogge e tempeste di meteore intorno al passaggio al perielio della cometa. Nel
secolo scorso, dopo la grande tempesta del 1966, l’attività rimase alta per
alcuni anni poi si stabilizzò intorno a ZHR=15. Dal 1993 lo ZHR è salito a 45
per poi raddoppiare nel 1996/97. Nel 1998 vi fu una pioggia spettacolare di
meteore brillanti il cui ZHR risultò di circa 350; l’anno successivo vi fu la
spettacolare pioggia a cui abbiamo assistito da Passo Croce con ZHR di circa
3000 mentre nel 2000 una circolare IMO riportava uno ZHR di poco superiore a
100, complice anche la presenza della Luna.
2.1 L’evento del 2001
Per il 2001 le previsioni erano incoraggianti
ma il massimo, previsto all’alba del 18 novembre, ha favorito gli osservatori
americani e giapponesi. La notte tra il 17 ed il 18 novembre l’Italia è stata
interessata da una perturbazione atlantica che nelle prime ore della sera ha
raggiunto il nord-ovest (Toscana compresa) disturbando così le osservazioni,
tra cui quella programmata da tempo dal nostro osservatorio di Stazzema. Durante
quella notte solo Roberto Haver e Roberto Gorelli dal Lazio hanno conteggiato un
buon numero di Leonidi (circa 25-30 per ora di osservazione).Nelle tabella successiva sono riportati i dati
relativi alle mie osservazioni del mese di novembre. Lo scarso numero di Leonidi
è da imputare al fatto che le osservazioni sono state effettuate con il
radiante molto basso o addirittura sotto l’orizzonte.
Tab .3
Legenda: Via= Viareggio; Sta= Stazzema (osservatorio Alpi
Apuane); Leo= leonidi; Tau N-S = tauridi nord-sud; aCmi=
alfa caneminoridi; aMon=
alfa monocerontidi; And= andromedidi. Altre diciture come nelle tabelle
precedenti.
3. GEMINIDI
Quello delle Geminidi è uno degli sciami più
belli che si siano osservati negli ultimi anni. Il massimo è intorno al 13
dicembre, con ZHR intorno a 100 e meteore brillanti. Questa corrente meteorica
annuale, originata probabilmente dall’asteroide Fetonte, si sta evolvendo in
maniera molto rapida e probabilmente in meno di un centinaio d’anni sparirà del
tutto. A partire dalla a metà del 1800,quando le Geminidi sono state segnalate
per la prima volta, il loro numero e’ aumentato in modo sistematico: da meno di
20 meteore/hr al finire del secolo XIX, a circa 50 negli anni ’30, a 80 negli
anni ’70, fino a oltre 100 Geminidi/hr ai giorni nostri.Le Geminidi sono attive dal 3 al 19 dicembre
da un radiante medio, posto qualche grado a nord/ovest della Alfa dei Gemelli
(Castore), che con il passare dei giorni si sposta da nord/ovest verso est.
Quando la Terra giunge in prossimità del nodo orbitale, il numero delle
Geminidi diventa piùsostenuto per una ventina di ore circa. Ci sono almeno due
chiare impennate superiori alle 100 meteore/hr, dato che la Terra nel suo
passaggio al nodo orbitale attraversa un compatto nuvolo di particelle e ad un
certo punto degli addensamenti più consistenti di meteoridi.
I meteoridi delle Geminidi non ha mai prodotto grossi bolidi, nonostante la
loro densità risulti superiore a quella delle comete, e raramente, quando
riuscivano a superare le parti più dense della nostra atmosfera, meteore più luminose della magnitudine –3/-6.
3.1 L’evento del 2001
L’anno scorso c’erano tutti i presupposti
per potere effettuare delle buone osservazioni, grazie soprattutto all’assenza
del chiarore lunare. Purtroppo ancora una volta il tempo ha fatto dei brutti
scherzi, dapprima con temperature rigide e vento che scoraggiavano le uscite
notturne, poi con nuvole e pioggia nelle notti a cavallo del massimo.La figura seguente mostra il grafico dell’attività
delle Geminidi lo scorso dicembre creato sulla base dell’ultimo comunicato della
International Meteor Organization (IMO), diramato il 28 dicembre scorso. Come
nelle previsioni la maggior frequenza di Geminidi si e’ avuta al centro della
notte 13/14 dicembre.
Il grafico comprende i dati osservativi di 44 osservatori di tutto il
mondo, che in oltre 146 ore hanno registrato 5919 Geminidi. Lo sciame
ha mostrato un massimo molto piatto e largo, a livelli di circa 120
meteore/ora per parecchio tempo, come minimo dalle 23h alle 3h30m TU.
I due picchi massimi leggibili nel grafico indicano all’incirca le
23h45m TU (long.eclittica 262,014°) e le ore 3h15m TU (long.eclittica
262,17°).
La tabella successiva riporta invece i dati
relativi a due mie osservazioni effettuate dal sito di Montigiano; durante l’osservazione
della notte tra il 12 ed il 13 dicembre ho anche avvistato una brillante
geminide di mag. –5 e colore verde, segnalata come bolide. Per questa notte,
corrispondente ad una longitudine eclittica di 261° circa, ho calcolato uno ZHR
pari a circa 60, che concorda bene con il grafico precedente.
Tab.4
Legenda: GEM= geminidi; Mon= monocerontidi; Lyn= lyncidi;
sHya= sigma idridi. Altre diciture come nelle tabb. precedenti.




